Enogastronomia

“Lo magnà nostranu casaricciu”
Quando a Subiaco parliamo di cucina, facciamo riferimento alla panarda, un’antica tradizione dell’Italia centrale, nata dalla consuetudine di rifocillare i poveri.
Enogastronomia

Per le nostre genti onorare gli ospiti è da sempre considerato sacro. Nasce così, a partire dal Cinquecento, il rito della panarda: una tavolata di almeno venti pietanze preparate in onore degli ospiti, i quali non potevano rifiutarsi di assaggiarle, pena l’irrimediabile grave offesa al padrone di casa. Il rito della panarda era interminabile, e veniva spesso abbinato a veglie di preghiera.

Oggi, la tradizione enogastronomica sublacense è ricca, variegata e si basa sui frutti di questa terra così ricca: la pasta fatta in casa, tanti piatti a base di carne o di pesce del fiume, dolci e tanta frutta e verdura di stagione delle nostre campagne.

La polenta

La polenta sublacense, contrariamente a quella del nord Italia, è sottile morbida e irrorata di sugo rosso con pezzetti di carne, solitamente spuntature di maiale. La vera e antica tecnica di preparazione prevede una caldaia piena di acqua bollente che pende da una catena al centro del camino. Qui ci versa la farina di granoturco mischiando energicamente il composto con un bastone, la frusta. La preparazione della polenta sublacense prevede che questa non finisca di essere mischiata se non alla fine della preparazione per evitare che si formino i “frati”, cioè grumi di farina gialla non sciolti nell’acqua. Una volta pronta, la polenta fumante è pronta per essere versata sulla spianatoia ed essere gustata con deliziose portate di carne.